Accessibilità: la nuova frontiera della compliance digitale per siti, app e contratti | LeggiOggi

Accessibilità: la nuova frontiera della compliance digitale per siti, app e contratti | LeggiOggi

L’intervista a Roberto Scano riaccende il confronto su un tema che dal 28 giugno 2025 riguarda direttamente il settore privato. Tra adempimenti normativi, rischio sanzionatorio e vantaggi competitivi

Dal 28 giugno 2025 l’ European Accessibility Act è pienamente in vigore anche per le imprese private. Banche, operatori e-commerce, provider di telecomunicazioni, editori digitali e fornitori di servizi di trasporto sono tenuti a garantire prodotti e servizi accessibili alle persone con disabilità. Una trasformazione profonda e silenziosa che avvocati, consulenti aziendali e imprenditori non possono più permettersi di ignorare. In un’intervista pubblicata su Digitale Popolare , Roberto Scano — tra le figure di riferimento più riconosciute a livello internazionale sul tema — spiega perché l’accessibilità non debba essere letta esclusivamente attraverso la lente sanzionatoria.

Il punto di partenza di Scano è inequivocabile: diffidare dei “cerotti digitali” . I plugin che promettono conformità automatica con un semplice clic non costituiscono una soluzione reale. “Non si cura una ferita profonda con un adesivo”, sottolinea l’esperto. L’accessibilità va concepita fin dalle prime fasi di progettazione, con rigore metodologico e competenza tecnica.

L’esempio più efficace dell’intervista riguarda il pallone arancione fluorescente adottato in Serie A come strumento di “alta visibilità”. Per chi presenta difficoltà nella percezione cromatica, quel pallone appare verde e si mimetizza letteralmente sul campo. Una misura pensata per migliorare la fruizione dello spettacolo diventa così una barriera per milioni di spettatori. Il caso illustra un principio universale valido per ogni prodotto digitale: ciò che risulta funzionale alla maggioranza può escludere chi si trova in una posizione marginale, se la progettazione non tiene conto di tutte le tipologie di utenti.

Scano porta anche un esempio dal forte rilievo giuridico: un non vedente che sottoscrive un contratto bancario digitale inaccessibile compie un vero e proprio “salto nel buio”. Rendere quel documento fruibile non significa solo rispettare una norma: significa restituire autonomia negoziale alla persona, presupposto indispensabile per la validità stessa del consenso espresso.

Per chi opera nel settore legale, il perimetro è ormai definito con chiarezza. La Legge 4/2004 (Stanca) disciplinava già il comparto pubblico. Il D.lgs. 82/2022 , di attuazione della Direttiva (UE) 2019/882 , ha esteso gli obblighi al settore privato per un’ampia gamma di prodotti e servizi: dispositivi hardware, sistemi operativi, e-book, servizi bancari al dettaglio, piattaforme e-commerce, biglietteria elettronica, servizi di comunicazione audiovisiva.

I riferimenti tecnici sono le WCAG 2.2 e la norma EN 301 549 . Le sanzioni possono arrivare fino al 5% del fatturato dell’esercizio precedente. A ciò si aggiunge il rischio di azioni civili ai sensi della Legge 67/2006 in materia di discriminazione delle persone con disabilità, nonché profili di responsabilità contrattuale per servizi risultati non fruibili. L’ AI Act (Regolamento UE 2024/1689) introduce poi requisiti di accessibilità per i sistemi di intelligenza artificiale, ampliando ulteriormente il perimetro della compliance.

Per orientarsi tra gli adempimenti, i passi fondamentali sono:

Per chi desidera approfondire metodologia e applicazione pratica, il volume “Digitale senza barriere. Guida completa all’accessibilità per tutti” Guida completa all’accessibilità per tutti” di Roberto Scano (Maggioli Editore, 280 pagine) accompagna il lettore dal quadro normativo alla gestione degli appalti ICT, con accesso incluso al corso online e PDF accessibile del testo.

“L’accessibilità non è come un diamante che è per sempre; è un cammino costante. È la scelta quotidiana di non escludere nessuno dal futuro”: la riflessione conclusiva di Scano sintetizza l’approccio richiesto a imprese e professionisti. Non un adempimento una tantum, ma un processo continuo che, se ben gestito, diventa anche leva competitiva e fattore reputazionale.

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