La somma da restituire al locatore per il rimborso , semmai, va stabilita dal giudice; lo ricordano, tra le altre, le recenti sentenze n. 10196/2016 del Tribunale di Roma e 7/2016 del Tribunale di Larino. Vediamo in quali casi il padrone di casa può richiedere la restituzione del deposito.
Per approfondimenti si consiglia il seguente volume:
Il deposito cauzionale che può essere richiesto dal locatore a garanzia del rispetto delle condizioni previste dal contratto “ non può essere superiore a 3 mensilità ” del canone di affitto ed “è produttivo di interessi legali”.
Queste norme sono disciplinate dall’art. 11 della Legge n. 392 del 27 luglio 1978, o Disciplina delle locazioni degli immobili urbani.
A tutt’oggi si tratta dell’unica legge in materia di caparre versate per l’affitto.
Talvolta capita che l’inquilino (o “conduttore”) provochi inavvertitamente o per mancanza di attenzione dei danni all’appartamento o ai mobili al suo interno. Cosa succede in questo caso? Il padrone di casa può trattenere i soldi della caparra per rimborso del danno subito?
Niente affatto. La compensazione del danno non è automatica, e in ogni caso non può essere decisa unilateralmente dal locatore che trattenga arbitrariamente una parte della cauzione o, peggio, l’intero importo. Se non si è in grado di arrivare a una soluzione di compromesso con il conduttore, la questione va risolta per via giudiziaria e, nel frattempo, la somma va restituita all’inquilino .
Infatti, si legge nella citata sentenza del Tribunale di Larino: “una volta terminato il rapporto locatizio e riconsegnato l’immobile, il deposito cauzionale non assolve più la funzione di garanzia prevista dalla legge”, quindi il locatore “è gravato dall’obbligo restitutorio della cauzione a suo tempo incassata”. Il rifiuto di restituire la caparra, in altre parole, “non può essere giustificato da mere allegazioni del locatore”.
Differente, invece, la circostanza in cui l’inquilino non abbia versato la somma mensile stabilita nel contratto di affitto. In questo caso la funzione di garanzia del deposito cauzionale non viene a cadere, e il padrone di casa può trattenere la somma senza dover ricorrere al tribunale.
Un aspetto meno noto del deposito cauzionale, menzionato all’art. 11 della citata Legge 392/1978, è che esso è produttivo di interessi , che “devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno”. In caso di mancato versamento degli interessi annuali, il locatore sarà tenuto al pagamento alla fine del contratto di locazione.
La Corte di Cassazione si è espressa in tal senso nella sentenza 19969/2016.
Accedi per poter inserire un commento
Concorsi per diplomati 2023: quali sono e come partecipare? Nelle ultime settimane diversi enti…
*aggiornamento maggio 2023: è stata pubblicata la banca dati contenente i file relativi ai quesiti a…
Importanti novità sul Maxi-concorso ASMEL: il 12 settembre 2022 si sono concluse le prove scritte, i…
Nuovi Concorsi Agenzia Entrate in arrivo entro il 2023: ad annunciarlo il documento a…