Il Papa ha seguito in prima persona, dietro le puntuali revisioni del cardinale dell’Opus Dei Julian Herranz posto a capo della commissione d’indagine , i risvolti a dir poco “delittuosi” presi dall’inchiesta. Innumerevoli i verbali redatti , sconcertanti le ammissioni degli intervistati , inaspettati i cardinali coinvolti all’interno di un quadro clericale velato da tinte sempre più oscure. Tra lotte di potere e scambi di denaro , è avanzata poi con implacabile certezza l’ipotesi della sussistenza vaticana di una lobby “sessuale” , un intersecante tramaglio marcato da specifico orientamento omosessuale .
Il 17 dicembre 2012 , scrive oggi Concita De Gregorio su “La Repubblica” , data della consegna delle 300 pagine d’inchiesta al Pontefice , avrebbe segnato ineluttabilmente la decisione rinunciataria di Ratzinger . In quella stessa settimana il Papa uscente ha incontrato il proprio biografo, Peter Seewald , consegnandogli quella scelta tanto a lungo ponderata: “ sono anziano, basta ciò che ho fatto ” .
“ Un gesto di fortezza (…) fatto per il bene della Chiesa ”, ha commentato Salvatore De Giorgi uno dei tre cardinali inquisitori incaricato di redigere la scabrosa “ Relationem ”, il Papa “ ha dato un messaggio forte a tutti quanti nell’esercizio dell’autorità o del potere si ritengono insostituibili . La Chiesa è fatta di uomini ”. La difficile gestione delle trame che affiorano dalla relazione ora passa nelle mani del futuro Pontefice . Benedetto XVI è consapevole dell’onere tramandato, da qui il suo auspicio di un successore che sia tanto forte quanto “santo” .
Da fonti molto vicine agli inquisitori emerge come “le improprie influenze”, che sembrano segnare gli intrighi clericali, gravitano intorno alla deficitaria ottemperanza di due tra i comandamenti fondamentali: non rubare e non commettere atti impuri . A fare più paura agli alti prelati è proprio l’ultimo dettato, il Dossier in questo si rivela alquanto esplicito: molti degli ecclesiasti coinvolti sono caduti in posizioni ricattabili in quanto legati a laici da rapporti di “natura mondana” .
Sono tanti, in tal senso, gli episodi che riaffiorano, uno fra tutti quello che ha segnato la sospensione di Monsignor Tommaso Stenico , in seguito alle rispettive rivelazioni televisive sui presunti incontri sessuali compiuti nella sede vaticana . Il prosieguo dell’”inquisitoria” approda poi alle ultime vicende , quelle che riguardano lo Ior . E’ qui che entra in gioco il settimo comandamento: i tre cardinali inquirenti ( Herranz, De Giorgi e il terzo, più anziano, Josef Tomko ) hanno ascoltato tutti gli uomini più vicini al Segretario di Stato Tarcisio Bertone , e sono approdati alla (si spera) risolutiva investitura di René Bruelhart al ruolo direzionale dell’ Aif , l’ Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede .
Papa Ratzinger , per il giorno terminale del suo Pontificato, già preannuncia il ricevimento dei tre cardinali estensori della infelice “ Relationem ” in sessione privata. Seguirà poi l’ ultima udienza pubblica presso la sede di Santa Maria Maggiore, il 27 febbraio. E finalmente il Conclave rivelerà il nuovo, tanto atteso successore, per il quale il peso di una così importante eredità mai è stato tanto greve.
Sono nata l’11 febbraio 1988 a Cesena, città nella quale oggi vivo. Dopo la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna nel 2010, con una tesi sperimentale sul giornalismo d’inchiesta, ho conseguito la specializzazione i… Continua a leggere
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