“ Da queste elezioni ribadiamo la volontà di essere utili a questo paese. La massima responsabilità – ha spiegato il numero uno del Pd – spetta a noi “. Così, ha commentato i dati finali delle elezioni il leader della coalizione di centrosinistra, che ha comunque difeso il risultato ottenuto, vincente alla Camera e con il maggior numero di voti al Senato.
Dunque, Bersani ha intenzione di provare a formare un nuovo governo , nonostante l’assenza di una maggioranza di sicurezza a palazzo Madama, e portando un programma di punti precisi e cercando l’appoggio delle forze rappresentate nelle due Camere. “Primi senza vincere “, ha sintetizzato con amarezza il leader del Pd sull’esito del voto.
Il governo che Bersani auspica è “di combattimento, di cambiamento, che spinga su novità forti”. Insomma, le sirene sembrano squillare forte e chiaro verso il MoVimento 5 Stelle , più che verso Monti o il Popolo della Libertà. “Ciascuno si prenda le sue responsabilità, i 5 Stelle sono primo partito seppur di poco. Fin qui hanno “detto tutti a casa”, ora dicano cosa vogliono fare” , ha aggiunto Bersani.
Il segretario del Pd ha ammesso che, qualora l’incarico dovesse arrivare a lui di tentare a formare un nuovo governo, finirebbe per lasciare l’incarico nel partito, “come da scadenza naturale”.
Principale accusata della situazione di stasi emersa alle Camere, a parere di Bersani, la mancata riforma elettorale, “che noi – ha notato il leader del Partito democratico – non abbiamo voluto impedire”.
Scattando la fotografia ormai nota a tutta l’opinione pubblica, Bersani ha riconosciuto “una novità profonda che ha investito tutti noi”. Le ragioni a suo avviso, risiederebbero nella “crisi più grave dal dopoguerra, la disoccupazione giovanile e le ricette sull’austerità”.
Il segretario, insomma, ha sconfessato la linea del rigore fiscale portata avanti dal governo Monti , “un tema non solo italiano, ma europeo”. Oltre alle matrici economiche, Bersani ha additato una politica confermandola come “moralmente non credibile” , forse volendo aprire la strada ai tagli alla politica tanto invocati dai grillini.
Sulla proposta di governissimo , invece, lanciata da Berlusconi in mattinata , il candidato premier di centrosinistra si è espresso in maniera poco possibilista. “Se un confronto ci sarà, lo vedremo in Parlamento”.
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