Dunque, anche il gradino della bollinatura da parte della Ragioneria di Stato è alle spalle, ed è probabile che già in serata il presidente Napolitano possa apporre la sua firma al testo contenente le misure su edilizia, fisco e liberalizzazioni, benché in versione assai alleggerita rispetto a quanto annunciato in prima battuta.
Manca, infatti, solo la firma del Capo dello Stato per lanciare in Gazzetta un decreto dal travaglio faticosissimo , nato nella concordia apparente degli esponenti nel governo e poi rimasto impantanato tra i vari ministeri per continue limature che lo hanno reso uno dei decreti più a lungo attesi nella recente storia della Repubblica.
Solo oggi, insomma, si saprà se le perplessità di cui si è vociferato nei giorni scorsi da parte del Quirinale , si saranno concretizzate in osservazioni sul provvedimento, che costringeranno l’esecutivo a un nuovo intervento in extremis. Viceversa, il decreto potrebbe arrivare alla sospirata pubblicazione già nella giornata di oggi.
Tra le novità del testo arrivate nella versione presentata a Napolitano, figura la cancellazione dell’articolo 31 in riferimento ai limiti della protezione al diritto d’autore , e lo stop al periodo di commissariamento sui progetti per la realizzazione delle nuove carceri.
Codice degli appalti. La novità più importante arrivata proprio a ridosso dell’invio al Colle del testo sullo sblocca Italia, riguarda però il nuovo Codice delle gare pubbliche per prestazioni e servizi: d’ora in avanti, fra le possibilità di inserire una variante alle opere già cantierate, si aggiunge quella inerente la bonifica e la messa in sicurezza di siti contaminati.
Ultimissime interessanti anche per il campo dell’edilizia in senso domestic o con la novità del documento unico per l’avvio dei lavori che dovrebbe partire a breve : il promotore di un intervento privato, dovrà trasmettere all’amministrazione l’apposita Cil in cui si attesta la regolarità del progetto di modifica, che non dovrà riguardare le sezioni strutturali dell’edificio e le generalità dell’impresa coinvolta.
Pagamenti. Un intervento appena prima della bollinatura, poi, riguarderebbe anche la possibilità per gli enti locali di accedere al plafond di un miliardo – diviso in 850 milioni e 150 milioni – in deroga al patto di stabilità.
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