Detrazione spese università non statali: importi massimi detraibili riferiti al 2024 | LeggiOggi

Detrazione spese università non statali: importi massimi detraibili riferiti al 2024 | LeggiOggi

In Gazzetta il decreto che fissa le nuove soglie per le spese detraibili.

Fissati i nuovi importi massimi detraibili per le spese universitarie sostenute nelle università non statali per il 2025, riferiti all’ anno di imposta 2024. Le detrazioni fiscali permettono di recuperare una parte delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico, aiutando così a ridurre il peso economico della spesa accademica sostenuta.

A stabilirlo il decreto del Ministero dell’istruzioni, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 gennaio 2025, con tutti gli importi e le soglie di detrazioni 2025 per chi si iscrive e frequenta cosi di laurea in atenei privati. Le spese detraibili, come quelle universitarie, possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi che viene presentata ogni anno all’Agenzia delle Entrate, come ad esempio il modello 730 presentato da dipendenti e pensionati.

Ecco le novità e tabelle degli importi 2025 (per i redditi del 2024) detraibili nelle università non statali.

La detrazione delle spese universitarie non statali è un’agevolazione fiscale che consente di recuperare una percentuale delle somme spese per l’iscrizione a corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico. Questa misura, regolata dall’articolo 15 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, è destinata agli studenti iscritti presso università non statali riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca. In questo modo una parte delle tasse versate viene sottratta dall’imposta lorda dovuta, riducendo così l’importo totale da pagare allo Stato.

Stando appunto al testo unico delle imposte sui redditi, si possono portare in detrazione in dichiarazione dei redditi, le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore , per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

Il recente decreto ministeriale ha fissato per il 2025 i limiti massimi detraibili per le rette delle università non statali in base a due criteri principali: l’ area disciplinare del corso (vedi sotto l’allegato con i raggruppamenti dei corsi) e la zona geografica in cui si trova l’università.

Le aree disciplinari sono suddivise in quattro macro-categorie, ciascuna con importi massimi differenti per garantire una distribuzione equa delle agevolazioni. Le università situate nel Nord Italia hanno soglie più alte rispetto a quelle del Centro e del Sud, riflettendo le differenze nei costi della vita e nei livelli di reddito delle diverse aree geografiche.

Importi massimi detraibili per le università non statali (2025)

Oltre ai corsi di laurea triennale e magistrale, il decreto stabilisce importi massimi detraibili anche per i corsi di dottorato , le scuole di specializzazione e i master universitari di primo e secondo livello. Le soglie detraibili per questi percorsi post-laurea sono:

La detrazione per le spese universitarie non statali è prevista per i soggetti fiscalmente obbligati a sostenere il costo dell’istruzione, secondo quanto stabilito dall’ articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) . In particolare, possono beneficiare della detrazione del 19% delle spese sostenute da:

La detrazione per le spese universitarie è calcolata nella misura del 19% dell’importo versato, fino al limite massimo stabilito per la propria area disciplinare e zona geografica. Ad esempio, uno studente iscritto a un corso di laurea in Medicina presso un ateneo situato nel Nord Italia potrà detrarre il 19% di 3.900 euro , ovvero 741 euro . Oltre alle tasse universitarie, il decreto prevede che agli importi massimi detraibili possa essere aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio , che varia a seconda della regione in cui si trova l’università.

Per poter usufruire della detrazione è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

Il decreto MUR stabilisce che, oltre agli importi massimi detraibili per le tasse universitarie nelle università non statali, si deve aggiungere la tassa regionale per il diritto allo studio . Questa tassa è un contributo obbligatorio che gli studenti devono pagare per finanziare servizi come borse di studio, prestiti, alloggi universitari e altre agevolazioni per il diritto allo studio. L’importo di questa tassa varia da regione a regione , quindi ogni università applicherà un valore diverso in base alla sua sede geografica. In pratica, ciò significa che se uno studente si iscrive a un’università situata in Lombardia, potrebbe pagare un importo differente rispetto a uno studente iscritto in Sicilia o in Toscana. Il decreto specifica che quando si calcola la detrazione fiscale delle spese universitarie, si può includere anche questa tassa regionale , aumentando così il totale delle spese detraibili. Questo permette alle famiglie di recuperare una parte maggiore delle spese sostenute per l’istruzione. E questo vale anche per le università non statali. Per conoscere l’importo esatto della tassa regionale, è consigliabile consultare il sito ufficiale della propria università o quello della regione di riferimento, poiché gli importi vengono aggiornati periodicamente in base alle decisioni regionali.

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Foto copertina: istock/EyeEm Mobile GmbH

Giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni in ambito comunicazione e fundraising per varie organizzazioni nonprofit (Terre des Hommes, Afron, Istituto Oncologico Romagnolo, Royal Navy Submarine Museum in Uk) e per il Master in Fundraising della Facoltà di Economia di Bo… Continua a leggere

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