Finmeccanica,Eni,Enel,Poste: tutte le nomine del governo Renzi e i Cda

Finmeccanica,Eni,Enel,Poste: tutte le nomine del governo Renzi e i Cda

Si tratta di un passaggio delicatissimo per il premier Matteo Renzi e il suo esecutivo che, non a caso, ha richiesto più del previsto per arrivare a un primo accordo sul lotto di nominativi da proporre per sostituire i manager delle maggiori aziende a controllo statale.

L’annuncio è arrivato a ridosso delle 21, a seguito di un ultimo incontro tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: in principio, infatti, l’arrivo delle nomine era stato confermato per le 17:30, dopodiché si è resa necessaria qualche ora in più di riflessione , che avrebbe chiamato in causa anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’unico a rimanere al proprio posto per un altro mandato, dovrebbe essere Gianni De Gennaro, candidato per succedere a se stesso alla guida di Finmeccanica, già capo della polizia e, con il governo di Mario Monti, sottosegretario ai servizi segreti, La sua conferma era nell’aria già nei mesi del governo di Enrico Letta: un nome, il suo,mai stato veramente in dubbio.

Come nuovo braccio destro di De Gennaro, però, dovrebbe debuttare un’altra faccia nota, che risponde al nome dell’attuale capo di Trenitalia Mauro Moretti, nelle ultime settimane in vetta alle cronache per alcune dichiarazioni ostili al tetto ai manager pubblici e, in precedenza, dato addirittura come possibile ministro dello Sviluppo Economico nei giorni dell’arrivo di Renzi a palazzo Chigi. Nello specifico, il 9 maggio l’assemblea degli azionisti di Finmeccanica si troverà di fronte la lista depositata dal Ministero dell’Economia , titolare del 30,2% del capitale, che sarà così composta:

Alessandro De Nicola

Veniamo, dunque, a Eni , dove il posto di presidente di Paolo Scaroni verrà affidato, secondo le indicazioni del governo, a Emma Marcegaglia . Sì, proprio l’ex leader di Confindustria, primo presidente donna a viale dell’Astronomia, che si candida a guidare l’azienda statale per eccellenza in fatto di carburanti, di cui lo Stato detiene il 4,34% in maniera diretta e, per mezzo della Cassa Depositi e Prestiti, un’altra fetta del 25,76%. Questa la lista completa proposta dal governo, che prevede la promozione di Claudio Descalzi da direttore generale ad ad e la presenza di un economista conosciuto a livello internazionale come Luigi Zingales:

Paola Camagni (Sindaco effettivo)

Alberto Falini (Sindaco effettivo)

Marco Seracini (Sindaco effettivo)

Massimiliano Galli (Sindaco supplente)

Stefania Bettoni (Sindaco supplente)

Arriviamo, dunque, a Enel, di cui il Tesoro trattiene il 31,24% del capitale . Il prossimo 22 maggio, la società di controllo della rete elettrica si vedrà recapitare sul tavolo il pacchetto di nomine dl governo, che prevede l’innesto di Patrizia Grieco , ex numero uno di Olivetti, in qualità di presidente e di Francesco Starace , già a capo della divisione energie rinnovabili dell’azienda, da cui ha maturato un reddito lordo, nel 2012, di un milione e mezzo di euro, nella carica di ad. Questo il lotto per Enel:

Arriviamo, dunque, a un altro puzzle molto complicato: quello di Poste italiane che, nei prossimi mesi, affida il suo imminente debutto in Borsa a Luisa Todini come presidente e all’ex mr. Agenda digitale Francesco Caio . La Todini, inizialmente, pareva in lizza per guidare Enel, ma poi, in seguito all’emersione delal possibilità di conflitto di interesse per alcuni appalti assegnati all’azienda di famiglia, è stata piazzata in cima alle Poste, dopo due anni nel Cda Rai e un’esperienza al Parlamento europeo per Forza Italia. Questa la lista completa per Poste italiane:

Antonio Campo dall’Orto

Mancano, a questo punto, solo i nomi che dirigeranno Terna Spa , le cui candidature a sedere in Cda dovranno essere avanzate dalla Cassa Depositi e Prestiti, che controlla la quota pubblica del 30%. In pole position, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe Catia Bastioli, mentre per il ruolo di amministratore delegato è corsa a tre, con le quotazioni di Aldo Chiarini in leggera discesa, con gli “interni” Gianni Armani e Matteo Del Fante in corsia di sorpasso.

Per tutte le aziende prossime al rinnovo del Consiglio di amministrazione e in mano pubblica, il governo proporrà il tetto allo stipendio secondo il recente tetto introdotto nel Def, pari a 238mila euro lordi , ossia i proventi destinati al Capo dello Stato.

La girandola di nomine ha suscitato diverse perplessità, che hanno dato vita a vere e proprie azioni di protesta, come la petizione promossa da Open Media Calition , che invoca maggiore trasparenza e la creazione di un’apposita Authority che vigili sulle cariche pubbliche. QUI IL MANIFESTO

Sono giornalista professionista. Laureato in Sociologia e Mass-media e politica, in passato ho lavorato, prima, al Tg3 con Giovanna Botteri presso la vecchia sede di Rai Corporation a New York, e poi alla comunicazione corporate di Sky Italia. Già collaboratore per il Corriere R… Continua a leggere

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