Agevolazioni fiscali donatori privati | Lega del Filo d'Oro

Agevolazioni fiscali donatori privati | Lega del Filo d'Oro

Le agevolazioni fiscali sono delle riduzioni di base imponibile (deduzioni fiscali) o delle imposte (detrazioni fiscali) previste per dare “sollievo fiscale” in particolari situazioni. Ai contribuenti sono riconosciute diverse agevolazioni fiscali per due categorie di spese . La prima comprende spese considerate fondamentali per la crescita e il welfare delle persone (come ad esempio quelle sanitarie, scolastiche, mutui prima casa, ecc.). La seconda categoria comprende le spese legate alle aspirazioni delle persone , per la loro crescita complessiva e per la coesione sociale. Per lo Stato agevolare il finanziamento alle organizzazioni significa migliorare la società e i conti pubblici.

La deduzione riduce l’imponibile, la detrazione riduce l’imposta . Per essere più chiari: con la deduzione si agisce prima del calcolo dell’imposta. Con la detrazione, si agisce sull’imposta lorda calcolata e si arriva all’imposta netta dovuta.

La riforma del terzo settore ha aumentato le agevolazioni fiscali per le donazioni effettuate dal 1° gennaio 2018 a favore di quegli enti che, come la Lega del Filo d’Oro, da Onlus sono diventati Enti del terzo settore e consente al donatore di applicare due differenti ed alternative soluzioni (art. 83 del D.Lgs. 117/2017). Se il donatore è una persona fisica può scegliere tra:

Quindi dal 1° gennaio 2018 donare è più conveniente e soprattutto “più si dona più conviene". Se il donatore è una Azienda può dedurre senza limiti assoluti fino ad un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato le donazioni in denaro. Es. se un’azienda dona 1000,00 euro può considerare questa cifra un costo e diminuire di conseguenza l’utile su cui si pagherà le imposte.

Si ricorda che, limitatamente alle persone fisiche, da alcuni anni il legislatore ha limitato, al crescere del reddito, la detraibilità su determinate spese (incluse le donazioni). Pertanto sul meccanismo di detrazione sulle donazioni, grava oltre determinati redditi, una diminuzione e il risparmio fiscale risulta essere inferiore a quello sopra riportato, previsto dalla legge sugli Enti del terzo settore.

In particolare, con l'art. 16-ter del Testo Unico delle Imposte sui redditi (DPR 917/86) introdotto dall’art 1, c 10 della L 207/24, il legislatore ha introdotto nuove soglie per la detrazione delle spese, applicabili ai contribuenti con redditi superiori a 75mila e a 100mila euro annui.

Questi limiti sono determinati in base ai coefficienti familiari.

Per chi ha un reddito oltre i 75mila euro, il tetto massimo di spesa detraibile è fissato a 7mila euro se non ci sono figli a carico, 9.800 euro per chi ha un figlio, 11.900 euro per chi ha due figli e 14mila euro per le famiglie con più figli.

Per i contribuenti con redditi superiori a 100mila euro, invece, il limite minimo è di 4mila euro in assenza di figli, 5.600 in presenza di un figlio, 6.800 euro per chi ne ha due e 8mila euro per le famiglie più numerose.

Se invece il donatore - persona fisica - decide di utilizzare lo strumento della deduzione, per esso non opera alcun tipo di taglio o di riduzione

La scelta tra le due alternative (deduzione o detrazione) dipende dal livello del reddito del donatore . Per redditi superiori a circa 29mila euro (non tenendo conto della tipologia di reddito e di molte altre variabili) è più conveniente applicare la deduzione . Nel caso della deduzione, se il reddito complessivo dichiarato viene decurtato da ulteriori deduzioni in misura tale che la deduzione di cui si avrebbe diritto (per la donazione) non può essere interamente goduta, il donatore può portare in deduzione quanto non utilizzato negli anni successivi fino al quarto successivo alla prima dichiarazione.

Affinché il contribuente possa portare in deduzione o detrazione la somma erogata è necessario che questa sia transitata da un intermediario finanziario , cioè si sia utilizzato o il canale postale (bollettini, ad esempio) o quello bancario (bonifico, assegno, carte di credito, di debito, ecc.). La Lega del Filo d’Oro è ben lieta di restituire ai donatori una dichiarazione di ricevuta al fine di favorirli in sede di dichiarazione dei redditi. È importante sapere però che le dichiarazioni di ricevute non hanno valore fiscale per i donatori , in quanto sono solo dei memento. Ciò che vale – e che bisogna portare al proprio commercialista o al CAF – è l’evidenza postale o bancaria (inclusi estratti conti postali, bancari e della carta di credito).

Non si può pertanto usufruire di agevolazioni fiscali per donazioni in contanti.

Perché il 5 per mille che ci ha assegnato (grazie!) non è tecnicamente una donazione ma una parte di imposta (che avrebbe comunque pagato) a cui lo Stato rinuncia per “girarlo” al beneficiario da lei prescelto.

Dopo un primo periodo di sperimentazione, gli Enti del terzo settore di una certa dimensione devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei propri donatori (persone fisiche) al fine di facilitare l’inserimento automatico nelle dichiarazioni precompilate delle informazioni rilevanti, così come già succede con le spese sanitarie.

Per fare in modo che le sue donazioni siano esposte in automatico nella sua dichiarazione dei redditi abbiamo la necessità che ci comunichi il suo Codice Fiscale inviando una Email a [email protected] oppure accedendo all' Area Sostenitori e compilando il relativo campo nell'area "I tuoi dati personali".

Per ogni dubbio o chiarimento sulla normativa applicabile, le suggeriamo di rivolgersi al CAF di riferimento o a un commercialista . Può anche contattarci direttamente scrivendoci all’email [email protected] o chiamando il nostro numero 071.7231763 .

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