Un “filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno”. È questo che ha in mente Sabina Santilli, sordocieca dall’infanzia, quando nel 1964 fonda la Lega del Filo d’Oro insieme ad alcuni volontari.
Il 1974 è un anno spartiacque per la Lega del Filo d’Oro: il Ministero della Sanità la riconosce Istituto di Riabilitazione. A “boom” esaurito, sulla scia della crisi petrolifera, l’Italia entra in recessione. Anche per la Lega del Filo d’Oro le risorse scarseggiano, ma si rafforza il consolidamento istituzionale.
Acquisita la solidità istituzionale, l’esperienza della Lega del Filo d’Oro si avvia verso quella della raccolta fondi. Dopo anni difficili, segnati da scarsità e lentezza dei fondi pubblici e dal continuo turn over del personale, si volta pagina: l’Ente comincia a raccogliere risorse private mentre dall’89 Renzo Arbore è testimonial delle campagne di comunicazione.
Forte dei propri riconoscimenti, la Lega del Filo d’Oro conquista l’opinione pubblica con azioni sempre più radicate sul territorio. Sono anni in cui prende forma la Seconda Repubblica, con nuovi protagonisti che fanno capolino sulla scena politica. L’euro è un altro grande protagonista: rimpiazza la lira nelle tasche degli italiani.
Mezzo secolo di attività e per la Lega del Filo d’Oro l’obiettivo di assistere, educare, riabilitare le persone sordocieche è più vivo che mai. Forte dei risultati acquisiti, l’Associazione porta avanti numerosi progetti nazionali. Nel 2010 la legge n.107 riconosce la sordocecità come disabilità specifica: è una nuova vittoria.
Dopo anni di traguardi impensabili nel 1964, tra cui la realizzazione del nuovo Centro Nazionale, la Lega del Filo d'Oro pensa al futuro. Il passaggio a Fondazione mette in sicurezza, insieme al patrimonio materiale, anche il prezioso patrimonio immateriale.