Francesca Silvestri | Lega Del Filo d'Oro

Francesca Silvestri | Lega Del Filo d'Oro

L'importanza della relazione con i donatori.

In autunno il suo ufficio si trasforma in una “fabbrica di Babbo Natale” che brulica di “elfi” che confezionano pacchetti. «A volte mettiamo anche i cappellini e arrivano i volontari a dare manforte», dice ridendo Francesca. «L’immagine degli elfi mi piace perché fa capire che qui tutti ci mettiamo il cuore . Curiamo ogni dettaglio per dimostrare che con quel regalo solidale si sta partecipando a qualcosa di speciale . Alcune persone sordocieche ci aiutano a confezionare gli oggetti, per loro è una soddisfazione e per chi riceve il dono è un valore aggiunto».

A parlare così è Francesca Silvestri , Responsabile del Servizio Donatori della Lega del Filo d’Oro: un settore che la Fondazione gestisce orgogliosamente al proprio interno dedicandovi diverse risorse «perché per noi è importantissimo instaurare una relazione diretta con ciascun sostenitore».

Grazie per quello che potrai fare.

Attraverso donazioni ricorrenti, riusciamo a garantire servizi, assistenza e aiuti a un numero sempre maggiore di bambini con sordocecità e disabilità multiple e ai loro genitori nei nostri Centri in tutta Italia.

Sotto Natale il lavoro si moltiplica, continua Francesca, «ma noi siamo sempre a disposizione dei donatori». Questo ufficio gestice gli invii delle bomboniere, cura l’archivio dei sostenitori, scrive le lettere di ringraziamento e risponde alle richieste più disparate: «C’è chi fa una raccolta fondi per il compleanno e ci chiede di ringraziare tutti i partecipanti e chi ci indica il tipo di carattere da usare nella pergamena della bomboniera. Cerchiamo di realizzare tutti i desideri perché spesso noi siamo il primo contatto con il donatore, ne sentiamo la responibilità ».

Francesca alla Lega del Filo d’Oro è approdata più di dieci anni fa, dopo aver iniziato il suo percorso professionale in banca: «È stato un bel salto, ma lavorare qui mi dà enormi soddisfazioni. Tante donazioni significano tanto lavoro, ma sono proprio queste a garantire i servizi offerti a chi non vede e non sente».

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