Fare domande “fuori dal comune” serve per conoscere la realtà delle persone sordocieche oltre i modelli e i concetti che si associano solitamente alla disabilità.
Nell’immaginario collettivo la diversità è un ostacolo, un limite, ma le aspirazioni , i desideri e gli interessi delle persone sordocieche sono come quelli di tutti.
Essere nel mondo è il primo obiettivo e per realizzarlo lo straordinario deve diventare ordinario . Come? Ponendo le persone sordocieche in primo piano, attori del proprio destino, costruendo intorno a loro attenzione mirata e supporti concreti per sviluppare opportunità e potenzialità. Questi sono i princìpi che guidano il lavoro del Comitato delle persone sordocieche e i percorsi di vita indipendente, le iniziative socio-ricreative e i soggiorni vacanza: gestire in prima persona esperienze e relazioni sono requisiti essenziali dell’ autonomia .
Francesco e Giona hanno disabilità sensoriali ma orizzonti ampi , sanno di essere risorsa anche per gli altri, incoraggiano con forza, si rendono disponibili e si espongono al mondo esterno, assumono responsabilità .
La loro forza è interiore, ma traggono anche dagli altri la spinta e il supporto che serve per andare sempre oltre. Aspirano alla vita come quella di tutti, perché sentirsi parte di un tutto in armonia ci restituisce il senso profondo della Persona .
Con il loro sorriso ci richiamano all’impegno del rispetto e della fiducia nell’altro, ci fanno sentire parte di una vera comunità , dove i legami contano e i valori sono autentici perché vissuti in prima persona.
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