Liquidazione permessi in busta paga: come funziona e come richiederla al datore di lavoro | LeggiOggi

Liquidazione permessi in busta paga: come funziona e come richiederla al datore di lavoro | LeggiOggi

I dipendenti in situazioni di difficoltà economica possono valutare di chiedere la liquidazione permessi in busta paga previsti dalla contrattazione collettiva e sino a quel momento maturati.

Operando in questo modo il lavoratore rinuncia di fatto ad assentarsi per la quantità di ore/giorni corrispondente all’importo liquidato, in cambio di un incremento del netto mensile .

Analizziamo la questione in dettaglio.

La possibilità di ottenere in busta paga la monetizzazione dei permessi è limitata alle sole ipotesi di ore di assenza retribuite accantonate e non godute in ossequio a quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale .

Sono pertanto interessate le ipotesi di:

Sono escluse invece dalla liquidazione le ore/giorni di ferie, per le quali la monetizzazione ricorre solo in sede di cessazione del contratto.

Per ottenere la monetizzazione dei permessi in busta paga il dipendente è tenuto a trasmettere apposita comunicazione scritta al datore di lavoro o a un suo delegato alla gestione del personale .

Nella missiva il dipendente è opportuno che indichi:

Il documento, oltre alla firma del dipendente, dev’essere sottoscritto dal datore di lavoro/delegato per ricevuta e accettazione. L’assenza della firma per accettazione equivale ad un diniego, il quale è opportuno che sia motivato in forma scritta.

Il datore di lavoro può giustificare il diniego alla liquidazione con:

Leggi anche: “ Quattordicesima in busta paga: a chi spetta e come si calcola ”

L’azienda che accoglie positivamente la richiesta di monetizzazione dei permessi espone in busta paga un compenso a tale titolo che concorre al calcolo di:

In busta paga l’azienda indica nella colonna relativa alle competenze del mese il numero di ore/giorni di permessi da liquidare e l’ammontare della retribuzione oraria o giornaliera.

Il compenso lordo spettante al dipendente è il risultato di: retribuzione oraria × ore di permessi da liquidare (se espressi in ore) oppure retribuzione giornaliera × giorni di permessi da liquidare (se indicati in giorni).

L’unico valore non noto al dipendente è quello della retribuzione oraria o giornaliera, che l’interessato può facilmente individuare nell’apposita casella posta nella parte alta del cedolino paga .

Un aspetto non trascurabile nel momento in cui si valuta la liquidazione dei permessi è quello per cui ad un aumento del netto mensile si accompagna, trattandosi di somme imponibili a livello fiscale, un incremento del reddito annuo .

Quest’ultimo ha effetti, tra le altre cose, sul calcolo dell’ISEE , quale valore di riferimento per l’accesso a prestazioni socio-assistenziali agevolate.

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Dopo la laurea in Consulente del Lavoro, conseguita all’Università di Bologna nel 2012, dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: El… Continua a leggere

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