Garlasco in Tv, lo psichiatra non depositerà la perizia su Sempio. Panicucci sui racconti che non tornano: "Ma ha davvero un alibi?"

Garlasco in Tv, lo psichiatra non depositerà la perizia su Sempio. Panicucci sui racconti che non tornano: "Ma ha davvero un alibi?"

Ultima puntata della settimana per " Mattino Cinque ", in onda venerdì 25 settembre 2026, sempre con gli ultimi aggiornamenti relativi al caso Garlasco . In scaletta le ultime novità sull’ inchiesta in corso a carico di Andrea Sempio, la cui conclusione è prevista per lunedì prossimo, oltre a quanto sta emergendo sulla morte di Giovanni Ferri, ex vicino di casa del 38enne scomparso nel 2010, episodio catalogato come omicidio, ma su cui sembrano esserci numerosi dubbi a riguardo.

Si parte con un intervento dell’inviato Emanuele Canta, che si trova a Garlasco, pronto a dare alcune novità sulla strana morte di Giovanni Ferri : " L’avvocato Fabrizio Gallo, per nome e per conto della signora Ferri, ha nominato un biologo e genetista forense, il dottor Giorgio Puleri, che ora diventa consulente di parte. La difesa si muove concretamente per arrivare a una svolta sul caso, l’obiettivo è innanzitutto quello di analizzare il coltello trovato nelle mani del signor Ferri , ma non ci si vuole fermare a questo. All’epoca erano stati repertati e sono ancora presso l’Ufficio Corpi di Reato anche fazzoletti intrisi di sangue e il fodero del coltello. Il medico dovrà eseguire questi esami, vedremo se anche la Procura si muoverà, questo sarà un passaggio fondamentale, si potrà capire se sull’arma ci sono tracce di DNA che conducono a soggetti diversi rispetto all’uomo".

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L’avvocato Gallo evidenzia la stranezza di questo caso e gli elementi trascurati in passato: "Come si fa a pensare che un soggetto si voglia suicidare e poi tenta di tamponare il sangue, questi fazzoletti sono intrisi di sangue, è possibile che nessuno abbia pensato di analizzare di chi fosse il DNA? Poteva essere di Ferri, ma è impensabile che un soggetto si tolga la vita e poi cerchi di pulire. I fazzoletti possono parlare, possono consentirci di cercare il possibile omicida, per questo abbiamo deciso di mettere un genetista, noi dobbiamo fare subito questi accertamenti, non tanto sulla lama perché sappiamo che lì c’è il sangue di Ferri, ma sul manico, possono esserci tracce di DNA di chi lo ha ucciso. Doveva essere il minimo, fermiamoci qua, e ci sono tante cose che stanno uscendo e abbiamo nel fascicolo, sono coperte da un segreto, ma le sveleremo qui, avremo modo di parlarne".

Si torna poi al delitto di Chiara Poggi e ad alcuni elementi che non sembrano tornare sulla base delle ricostruzioni fatte da Andrea Sempio in merito a quanto accaduto quel giorno. Il suo alibi si basa sullo scontrino di un parcheggio di Vigevano, che lo collocherebbe lontano da Garlasco all’ora dell’omicidio. Lui ha sostenuto di essere rimasto a casa con il padre fino alle 9.50 circa, alle 9.58 il suo telefono aggancia la cella di Garlasco, poi sarebbe andato a Vigevano in macchina per comprare un libro, ma avrebbe trovato il negozio chiuso. Un anno dopo, nel 2008, lui ha poi consegnato quel tagliando, con orario 10.18, anche se su quello non è riportata la targa dell’auto che lo ha riitirato, non c’è la sicurezza quindi che lo abbia fatto lui o qualcun altro. Dai tabulati risulta la ricezione alle 11.10 di un messaggio da parte di un amico, mentre alle 11.25 una chiamata da casa, ma anche in questi casi il suo cellulare risulta essere agganciato alle celle di Garlasco, non di Vigevano.

Al ritorno sarebbe poi passato a casa della nonna, che viveva a poca distanza da casa Poggi, poi sarebbe tornato nella sua abitazione per pranzare con i genitori, che hanno confermato il suo racconto. A trovare lo scontrino una settimana dopo la tragedia sarebbe stato il padre, l’uomo l’avrebbe consegnato alla moglie, che avrebbe poi avuto modo di custodirlo per un anno. La Procura ha evidenziato come queste dichiarazioni si sostengano a vicenda tra i vari familiari, ma senza alcun riscontro esterno, cosa che alimenta i dubbi su cosa abbia fatto quella mattina il 38enne.

Questo è stato il racconto dell’indagato: "S uppongo di essermi svegliato verso le 9, credo che ci fosse in casa mio padre, ma non sono in grado di ricordare oggi se ci fosse effettivamente " . Federica Panicucci evidenzia la discrepanza rispetto alle dichiarazioni del padre, che ha detto: "Impossibile non mi abbia visto, lui è uscito poco prima delle 10, era a casa con me e il cane. Se lui si fosse mosso sarebbe passato davanti a me per la composizione della casa".

E’ invece ulteriormente diversa la versione che l’ avvocato Taccia aveva dato proprio a "Mattino Cinque": "Lui ha detto di non ricordarsi se il papà fosse in casa, questo significa di non avere ricordo se fosse in casa o fuori. Giuseppe Sempio era spesso a fare la salsa in garage". La conduttrice ricorda un altro dettaglio: "L’avvocato Taccia ha poi detto di essersi confusa, visto che la casa non era quella, non era possibile fosse a fare la salsa. A meno che il padre non fosse davvero a fare la salsa, ma in un’altra casa". La scrittrice Elisabetta Cametti rammenta poi un altro elemento che stride: "Il padre, come il figlio, era solito scrivere tante cose, e infatti ha scritto che Andrea quella mattina era a piedi, questo significa che non fosse in casa e che loro due non fossero in casa insieme"

Panicucci non si trattiene, ricorda i cambiamenti fatti negli anni in merito all’orario della morte, è quindi inevitabile chiedersi: "Ma lui ha davvero un alibi?". Di questo ne chiede conto a Dario Redaelli, criminalista della famiglia Poggi: "Sono indicazioni da chiedere alla difesa d Sempio. Da ex investigatore capisco bene la sensazione degli investigatori attuali quando davanti alla consegna di uno scontrino fatta un anno dopo i fatti hanno sentito trillare un campanellino decidendo di approfondire. L’indagine sullo scontrino è doverosa, bisogna vedere dove porterà".

Una certezza è data dalla chiamata di un secondo fatta da Sempio alle 9.58 di quel giorno, agganciata alla cella di Garlasco, mentre già alle 10.18 secondo lo scontrino sarebbe nel parcheggio. A far venire alla luce un elemento è l’inviato, che aveva fatto una verifica personale: "La cella Santa Lucia, che copre buona parte di Garlasco, ha una migliore ricezione nella zona di Via Pascoli rispetto alla sua abitazione dell’epoca. Questo è un elemento oggettivo che abbiamo provato. Le 9.58 sono un riferimento per ogni valutazione, è da lì che si può calcolare ogni percorso". Non ci sono stati cambiamenti nemmeno con il trascorrere degli anni, sono state sfruttati strumenti tarati sulla base della tecnologia dell’epoca.

La Procura ha fatto a sua volta una verifica sul percorso che l’indagato sostiene di avere fatto per calcolare i tempi, muovendosi di notte, momento in cui c’è quindi meno traffico possibile. L’azione è stata portata a termine in 22 minuti, quindi di più rispetto ai vari incastri sostenuti dal 38enne. Armando Palmegiani, consulente di Sempio, ha invece fatto a sua volta il tragitto, lui riferisce di avere fatto la strada in soli 16 minuti e mezzo. Lui sostiene di essersi fermato 250 metri prima per dei lavori e di essersi mosso di notte, anche questo alimenta dubbi, visto che ad agosto e in occasione della fiera prevista quel giorno è facile impiegarci di più a causa del traffico che si può incontrare. "Il team difensivo ha ritenuto però non necessario depositare il loro esperimento, rimane quindi quanto fatto dai Carabinieri, i loro 22 minuti in piena notte. I Carabinieri sostengono di poter percorrere la strada anche in 16 minuti, ma non dall’abitazione di Sempio, già verso Vigevano, sarebbe l’ultima parte in cui c’è una copertura della cella", precisa Canta.

Non solo, i legali non hanno presentato nemmeno la consulenza personologica, potrebbero eventualmente utilizzarla in un secondo momento. Anche su questo la conduttrice è perplessa: "E’ stata fatta in 24 ore, eppure questi lavori necessitano di tanti giorni per essere approfonditi e avere una certa sostanza". Anche Gallo evidenzia come questo modo di agire rischi di generare problemi: "Sullo scontrino hanno perseguito la strategia di Lovati, all’epoca ha detto che fosse irrilevante e di non insistere. Se vai dietro allo scontrino ti fai male in Corte d’Assise".

Le discrepanze non sono finite qui, ce n’è una enorme tra quello che racconta Sempio (il viaggio a Vigevano per acquistare un libro) e la versione della mamma, che ad Alessandro De Giuseppe, inviato de ‘Le Iene’ non ha fatto alcun accenno al libro. La donna sostiene infatti che lui sia andato nella città pavese per prendere un caffè e dell’acqua in un bar.

E c’è un’ulteriore contraddizione il 25 agosto 2022 la mamma ha riferito a De Giuseppe che lui avesse mangiato normalmente a pranzo quel giorno, mentre 20 giorni dopo ha invece sostenuto che lui non avesse fame trovando strano questo suo modo di agire. I Carabinieri hanno prontamente evidenziato questo nell’informativa. Non solo, a "Quarto Grado" lui ha riferito di non avere alcun ricordo della bottiglietta acquistata di cui ha parlato la mamma.

Redaelli dice la sua: "Il problema principale penso sia posizionare Andrea Sempio sulla scena del crimine, a oggi a nostro giudizio non ci sono elementi oggettivi che lo pongono all’interno della casa. Lo scontrino può essere un problema se questa escusatio non petita diventasse un’accusatio manifesta".

Si chiude con una novità importante e inaspettata in merito alla consulenza psichiatrica del professor Catanesi, che era attesa in queste ore: "Non è stata depositata. Anzi, sembra non verrà depositata. Si arriverà così al 415 bis lunedì, quindi alla chiusura delle indagini, senza questa consulenza, sarebbe stato determinante il no di Andrea Sempio al colloquio diretto arrivato il 4 settembre. Il professore avrebbe poi deciso di non andare avanti, la Procura sembra quindi intenzionata a non completarla in questa fase, sarà quindi qualcosa che sarà completata in un’altra fase, magari durante l’udienza preliminare. Non ci sarà proroga, lunedì si concludono le indagini preliminari".

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