Nello specifico, il Consiglio di Stato ha risposto in maniera negativa alla richiesta proveniente dall’Oua , relativa alla precedente ordinanza dello scorso 12 febbraio , quando, invece, i rilievi mossi nei riguardi del regolamento inerente la mediazione obbligatoria erano stati accolti, ribaltando la decisione del Tribunale.
Questa volta, l’Oua era tornata a interpellare i giudici proprio per chiarire la portata del dispositivo precedente , quando, cioè, gli stessi ricorrenti avevano ritenuto che la posizione espressa dal Consiglio di Stato fosse sufficiente a dichiarare sospesa l’obbligatorietà , suscitando le reazioni infuocate da parte dei mediatori. Questi, infatti, si erano trovati obbligati a ricordare come, in realtà, da palazzo Spada fosse pervenuta esclusivamente la richiesta di stabilire un’ulteriore udienza al Tar del Lazio . Appuntamento, quello dinanzi al Tar, già fissato al prossimo 8 ottobre, quando, a questo punto, potrebbe anche arrivare un giudizio opposto alla sconfitta dell’Oua in prima battuta.
Questo il passaggio chiave , nell’ordinanza diramata il mese scorso, che aveva dato adito a interpretazioni opposte: “C onsiderato che le questioni sottoposte appaiono meritevoli di un vaglio nel merito, dovendosi in tali limiti accogliere l’appello e disporre la sollecita fissazione dell’udienza di discussione”.
Così, oggi, il Consiglio di Stato è tornato sulla vicenda, dichiarando inammissibili le nuove richieste dell’Oua , e limitandosi, di fatto, a ribadire come il parere dello scorso 12 febbraio non costituisse, di per sé, un blocco immediato della mediazione reintrodotta con il decreto del Fare , ma un invito rivolto al grado di giudizio inferiore a riprendere in mano la questione.
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