In attuazione di quanto inserito nella spending review dello scorso luglio, derubricata come legge 135/2012, è stato approvato dal consesso dei ministri, su proposta del titolare della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi , il regolamento per la nascita di Sna, la neonata Scuola nazionale dell’Amministrazione.
La nuova sigla andrà a soppiantare la Scuola Superiore per la Pubblica amministrazione (Sspa) e fungerà da anello centrale del sistema di reclutamento unico e di formazione per le pubbliche occupazioni. Dunque, niente accorpamento, ma sostituzione tout court, quantomeno della denominazione.
L’istituto di freschissima nascita andrà a comporre il nuovo meccanismo di training per i futuri impiegati della PA assieme all’Istituto diplomatico Mario Toscano, alla Scuola superiore di economia e delle finanze , al Centro di formazione della difesa, alla Scuola superiore di statistica.
A vigilare e indirizzare questi enti, provvederà un comitato di coordinamento ad hoc , con in veste di presidente il capo del governo o un ministro in sua vece, che si confronterà con i rappresentanti dei singoli istituti per pianificare l’attività di formazione e recruiting.
Anche le singole amministrazioni aderenti hanno una scadenza da rispettare: si tratta del 30 giugno , termine entro cui dovranno redigere il piano triennale di formazione per i propri dipendenti.
Vietato rivolgersi ad apporti esterni per iniziativa autonoma: il comitato presieduto dal rappresentante governativo dovrà esprimersi a favore, stabilendo la reale necessità.
E veniamo al capitolo del corso-concorso : servirà un periodo formativo non inferiore ai sei mesi, e il possesso della laurea per l’accesso; sarà riconosciuto un forfait di mille euro anche ai non dipendenti della PA; per gli assunti, invece, non ci saranno modifiche di salario.
I criteri di accesso e di esame saranno esplicitati nei bandi di reclutamento, che, a norma di legge, dovranno contenere indicazioni sufficienti a discernere classi di concorso , titoli richiesti, modalità di svolgimento e valutazione elle prove.
Complessivamente, verranno accolti ai corsi-concorso un quinto al di là del numero di posti disponibili, con possibilità di sostenere l’esame finale solo per coloro che abbiano maturato un voto di almeno 80/100esimi.
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