Posta elettronica certificata, nasce l'elenco nazionale: come si usa

Posta elettronica certificata, nasce l'elenco nazionale: come si usa

Destinatario il popolo delle partite Iva, imprese, commercianti e professionisti sparsi su tutto il territorio, ai quali la legge impone di dotarsi di un indirizzo valido e riconosciuto ufficialmente come unico e distintivo dell’attività. Sarà dunque possibile conoscere i recapiti di tutte le società individuali o collettive presenti sul territorio: per risalire al recapito ricercato , sarà sufficiente inserire il codice fiscale, o, in alternativa, inserire la provincia di riferimento e la denominazione sociale o del titolare, in caso di attività in proprio.

Eppure, legge che fai, magagna che trovi: non appena il decreto è stato ufficializzato in Gazzetta, però, sono subito sorte perplessità sull’utilizzo dei dati personali e la loro possibilità di divulgazione. Secondo la norma, infatti, l’Ini-Pec sarà accessibile senza richiedere alcun login o certificazione agli utenti, rendendo dunque pubblici e immediatamente identificabili gli indirizzi di milioni di esercizi in tutta Italia.

In aggiunta, è il decreto stesso a richiamare il dovere di tutela dei dati sensibili, anche degli esercizi, benché all’Authority competente, quella sulla privacy, il provvedimento non sia mai arrivato per un esame ed eventuali correzioni in corso d’opera.

A discolpa di questo neo della legge sulla Pec, allora, è stato comunicato che i dati contenuti nel registro nazionale della posta elettronica certificata siano da intendersi come pubblici e dunque non ristretti soltanto ai potenziali utenti interessati.

Non a caso, infatti, se per gli iscritti agli Albi professionali vige l’obbligo di segnalare il proprio recapito Pec all’Ordine nazionale che stabilisce i criteri dell’attività professionale, allo stesso modo per commercianti, società e imprese permane la necessità di iscriversi al registro delle imprese apposito.

A custodire la memoria globale degli indirizzi Pec in tutta Italia sarà il Ministero dello Sviluppo Economico , che ha emanato il decreto di attuazione. Ci sarà tempo fino al 10 giugno per traslare i dati pervenuti ai singoli Ordini e a Infocamere direttamente nel database del dicastero.

Il compito delle associazioni intermedie, però, non si esaurirà in questa prima fase, poiché periodicamente saranno chiamati all’aggiornamento degli elenchi, in una prima fase mensilmente, poi, addirittura, con un monitoraggio quotidiano.

Vai al testo del decreto sulla Pec pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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