Povero Silvio, costretto a bluffare sulle europee per oscurare Renzi

Povero Silvio, costretto a bluffare sulle europee per oscurare Renzi

E’ sufficiente qualche minuto di zapping serale: in ogni talk show, ogni programma di approfondimento , ogni rubrica televisiva, il faccione di Renzi è ormai costantemente sullo sfondo dei commentatori in studio.

Che si discuta del Jobs Act , oppure delle voci su nuovi prelievi alle pensioni, o, ancora, la decisione della moglie Agnese di prendere l’aspettativa dal lavoro e seguire Matteo a Roma , ormai il ritornello è “Renzi, Renzi, Renzi”. Qui non si tratta solo dell’agenda del premier che, com’è naturale, occupa i titoli di telegiornali e le discussioni nelle tribune televisive. Per la prima volta da vent’anni, siamo forse di fronte alla prima, concreta rottura di paradigma.

E’ cambiata la gerarchia dei notiziari: se, in precedenza, anche dall’opposizione, qualsiasi mossa di Silvio Berlusconi otteneva l’eco di un cataclisma , ora anche il Cavaliere è costretto a gesti eclatanti pur di rivendicare il proprio spazio. E tutto ciò, a dispetto dell’arsenale mediatico di cui dispone, che non ha eguali nel mondo occidentale, che lo ha aiutato non poco a perpetuare la propria immagine a dispetto dei mille scandali.

Sulla reale volontà di candidarsi alle elezioni europee da parte del Cavaliere , infatti, sembrano non credere neanche i fedelissimi: il fido Toti si arrabatta alla ricerca di un microfono per ribadire l’accanimento contro il leader dei moderati, ma il bluff è troppo facile da scoprire.

Reale obiettivo di Forza Italia e di Berlusconi è, infatti, spezzare questa attenzione generale verso le singole mosse del premier , che ormai sta monopolizzando il dibattito politico in lungo e in largo. Non è solo questione di contenuti, come ha dimostrato l’accoglienza riservata allo strumento delle slide – a proposito, chi lo ha criticato, forse, non ha chiaro come funzioni nelle aziende quando l’amministratore delegato arringa soci, clienti e dipendenti sullo stato del business – ma di piena colonizzazione da parte del personaggio Renzi del sistema di comunicazione, al punto che anche le vicende di Berlusconi, processi e similari, passano finalmente in secondo piano.

Resta, al momento, solo l’isola di internet, dove, peraltro, il premier e il suo staff sono tutt’altro che dei pivelli. Qui, solo il MoVimento 5 Stelle riesce a tenere testa alla sfrontatezza le presidente del Consiglio , che tra un tweet alle 6:30 del mattino e rivelazioni sui direct message ricevuti da Gerry Scotti, riesce comunque a concentrare su di sé le attenzioni di buona parte del web.

Ecco, allora, che, per il prossimo futuro, la competizione sembra ormai orientata a una sfida a viso aperto tra Renzi e Grillo , con il centrodestra in macerie, diviso tra il sostegno al premier di Alfano e i deliri postumi di Berlusconi decaduto e condannato, che sa benissimo come, il prossimo 10 aprile, con l’udienza sull’affidamento ai servizi sociali , la sua candidatura a Strasburgo si rivelerà solo fumo negli occhi.

Insomma, se sull’efficacia comunicativa del presidente del Consiglio rimanevano pochi dubbi, con lo stilnovo inaugurato in questi giorni a palazzo Chigi, è accertato che si tratta del migliore cavallo di razza partorito dal centrosinistra negli ultimi vent’anni . Tutt’altro paio di maniche, poi, è la concretezza di governo , piano sul quale Renzi si sta giocando la complicata partita della nomina a premier senza il passaggio del voto: un terreno su cui tutti, Grillo in testa, lo attendono al varco nei prossimi mesi.

Sono giornalista professionista. Laureato in Sociologia e Mass-media e politica, in passato ho lavorato, prima, al Tg3 con Giovanna Botteri presso la vecchia sede di Rai Corporation a New York, e poi alla comunicazione corporate di Sky Italia. Già collaboratore per il Corriere R… Continua a leggere

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