L’importo di quest’anno è salito a 500 euro.
Sono aperte dal 12 maggio le domande di Reddito di Reddito di libertà per donne vittime di violenza. Lo ha annunciato l’Inps con messaggio 1429 del 7 maggio 2025. L’importo quest’anno è salito da 400 a 500 euro erogato per un massimo di 12 mesi. L’aumento è stato deciso e ufficializzato con la pubblicazione in gazzetta ufficiale datata 4 marzo del decreto interministeriale (che era stato firmato lo scorso 2 dicembre), che definisce la ripartizione dei 30 milioni del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”, 10 milioni all’anno per 2024, 2025 e 2026. I 30 milioni stanziati dal provvedimento sono destinati a erogare un sussidio alle donne che hanno subito violenza e stanno cercando di ricostruire la propria vita riacquisendo, pian piano, autonomia socio-economica, oltre che psicologica. Le donne a cui era stato negato il sussidio in precedenza, per insufficienza di fondi, hanno avuto tempo fino allo scorso 18 aprile per re-inoltrare domanda, in base alle regole del regime transitorio. Terminata la prima fase, si è aperta la seconda: quella delle nuove istanze di sussidio.
Il Reddito di Libertà è infatti una misura di sostegno economico destinata alle donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di difficoltà economica. Il contributo punta a favorire l’indipendenza economica e l’emancipazione personale di chi ha subito abusi. Per ricevere altri aggiornamenti su questo e altro tema, iscriviti al canale Telegram di LeggiOggi .
Dal 5 marzo 2025 , l’importo massimo del Reddito di Libertà è stato incrementato da 400 a 500 euro mensili . Il decreto del 2 dicembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 marzo 2025, ha stabilito questa modifica con l’obiettivo di rendere il contributo più adeguato alle necessità delle beneficiarie. L’incremento dell’importo è stato possibile grazie all’aumento del Fondo per il Reddito di Libertà, finanziato con 10 milioni di euro annui per il triennio 2024-2026. Questo aumento tiene conto dell’inflazione e del costo della vita, cercando di offrire un aiuto più efficace a chi si trova in situazioni di vulnerabilità economica.
Il contributo è destinato esclusivamente alle donne vittime di violenza che si trovano in una condizione di disagio economico . Per accedere al beneficio, è necessario:
Il sussidio è anche compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito, come l’ Assegno di Inclusione , ma non è cumulabile con altre misure di assistenza economica aventi la stessa finalità.
Oltre alle pre-condizioni già elencate, altri requisiti sono essenziali per aver diritto al contributo mensile.
Le richieste devono essere presentate con tutta la documentazione necessaria per dimostrare la sussistenza delle condizioni richieste.
La possibilità di accedere al beneficio di libertà segue precise tempistiche, suddivise in due fasi principali:
Le donne beneficiarie del Reddito di Libertà ricevono il sussidio mensilmente e per massimo 12 mesi. I 500 euro mensili vengono accreditati direttamente sul conto corrente della beneficiaria, con l ’IBAN indicato in fase di domanda. Il pagamento è effettuato centralmente dalla Direzione generale dell’Inps che gestisce la disponibilità dei fondi su base regionale. Per garantire una distribuzione equa, ogni Regione può integrare il finanziamento statale con risorse proprie, aumentando così il numero di domande accolte. In tal caso, le Regioni devono presentare richiesta all’INPS e versare i fondi aggiuntivi sul conto di Tesoreria dello Stato, specificando la destinazione dei fondi per il Reddito di Libertà. L’Inps effettua controlli periodici e pubblica report statistici per monitorare l’andamento delle erogazioni, verificando il corretto utilizzo delle risorse disponibili e garantendo che il beneficio raggiunga effettivamente le donne che ne hanno più bisogno.
Il Reddito di libertà, spiega l’Inps nel messaggio 1429 del 7 maggio 2025 si invia tramite i Comuni di riferimento di ogni cittadina. Le domande devono infatti essere presentate tramite i Comuni di residenza, utilizzando il modulo INPS “SR208” disponibile sul sito ufficiale dell’INPS.
Passaggi per la presentazione della domanda:
Per quanto riguarda le richieste inserite nel regime transitorio (in cui rientrano le donne a cui era stato negato il sussidio per fondi insufficienti, e che ora devono ripresentare domanda), le istanze sono scadute il 18 aprile 2025. A queste però è stata data priorità rispetto alle nuove richieste. Dopo la ripresentazione, i Comuni forniranno una copia della domanda, indicando il numero originale e la data di trasmissione.
Riassumendo il da farsi, come precisato anche sul portale Inps, le domande non accolte per insufficienza di budget potevano essere ripresentate all’INPS dal 5 marzo al 18 aprile 2025 per il tramite dei Comuni , al fine di comprovare la permanenza dei requisiti per il riconoscimento del contributo e hanno la priorità sulle nuove domande. Per il re-invio delle domande, i Comuni devono accedere al servizio online raggiungibile digitando nel motore di ricerca “ Prestazioni sociali dei comuni ”, selezionando poi il servizio “ Trasmissione domande, istruzioni e software delle prestazioni sociali ”. Qui presente un’apposita sezione dedicata all’acquisizione delle domande per il Reddito di Libertà. Sempre in questa sezione il Comune può visualizzare le domande presentate per il Reddito e fra queste quelle con esito “ Non accolta per insufficienza di budget ” e ripresentarle utilizzando l’apposita funzione dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti di accesso alla misura. I Comuni rilasciano all’interessata la copia della domanda ritrasmessa , che riporta nel campo “ N. domanda ”, il numero domanda indicato dal Comune, la data e l’ora di trasmissione della domanda originaria. Concluso il periodo relativo al regime transitorio fino al 18 aprile 2025, a decorrere dal 12 maggio 2025 (come comunicato con un messaggio Inps ad hoc), le donne in possesso dei requisiti possono presentare, per il tramite dei Comuni di riferimento, le nuove domande a valere sulle risorse finanziarie per il 2025 utilizzando il modulo SR208, denominato “Domanda Reddito di Libertà”.
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