Attesissimo dai professionisti del settore, il provvedimento che rifonderà l’avvocatura e i suoi passaggi di carriera è stato calendarizzato per la prossima settimana, con il via libera definitivo che dovrebbe arrivare nella giornata di giovedì 20.
Insomma, avvocati e tirocinanti tirano un sospiro di sollievo? Non tutti, quantomeno, si riterranno soddisfatti, questo è certo. Già, perché nella riforma che si appresta a diventare norma dello Stato, viene predisposta una tagliola per l’accesso alla professione che metterà i giovani laureati in legge nella condizione di lavorare gratuitamente presso gli studi legali.
I futuri praticanti, insomma, se vorranno davvero avventurarsi nella carriera di avvocato , dovranno adeguarsi a prestare servizio senza alcun tipo di remunerazione nel periodo di praticantato.
Così, la “ Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense ” non riserverà succose novità per i giovan i che si affacciano alla professione di avvocato.
La specifica è contenuta nell’ articolo 41, comma 11 del nuovo testo fondativo : “ decorso il primo semestre, possono essere riconosciuti con apposito contratto al praticante avvocato un’indennità o un compenso per l’attività svolta “. Sottolineato, dopo i primi 6 mesi.
Centottanta giorni di beneficenza , formativa finché si vuole, ma senza lo straccio di un riscontro economico. Come se non bastasse, la disciplina del mondo forense stabilisce che il rimborso a partire dal settimo mese debba essere letto in via facoltativa e non obbligatoria.
Di tutt’altro tono, invece, le n ovità per gli avvocati di lungo corso , con l’aggiornamento professionale continuo che viene reso volontario s olo per chi ha oltre 25 anni di attività, sempre come iscritti all’Albo, naturalmente.
L’ Aiga , associazione dei giovani avvocati, commenta così la riforma: “ Si impedisce ogni prospettiva di crescita , di progressione di carriera, oltre a costituire una vera e propria emergenza sociale nei confronti di quei giovani che non riescono a raggiungere la soglia dei mille euro al mese “.
Riguardo il mancato compenso in periodo di praticantato, il presidente Dario Greco rimarca come l’attribuzione del rimborso “ cessi al termine del periodo di pratica lasciando completamente scoperti quei giovani che attendono di fare l’esame di avvocato oppure che l’hanno superato, ma continuano a frequentare lo studio e a lavorare a tempo pieno per il loro dominus “.
C’è da stupirsi, si chiede Gian Antonio Stella sul Corriere , se “ una legge così venga salvata da un palazzo Madama presieduto da un avvocato nel quale gli avvocati sono addirittura 50 su poco più di 300 senatori? “
Rimandiamo all’approfondimento sul tema di Silvia Surano a questo indirizzo
Vai al testo della riforma forense
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