Il Tar del Lazio ha ricevuto ben 27 richieste di contestazione da parte delle amministrazioni locali che sono ferme nell’intento di contestare i provvedimenti governativi , ma a rendere più complesso il tutto c’è il fatto che le decisioni dei giudici sembrano prendere vie differenti in base ai vari casi; recentemente il Tar ha concesso le sospensive a Napoli e Caserta (ordinanze 214 e 449 del 2013), anticipando in realtà “ una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso “ ma la stessa sospensiva è stata negata ad altre 3 amministrazioni .
Per il 14 febbraio , intanto, sono attese altre 10 decisioni , mentre per le restanti 12 si andrà direttamente al giudizio di merito ; non solo ad accrescere l’attenzione sulla questione c’è il fatto che nel 2013 la revisione di spesa esige 3,45 miliardi dagli enti locali , di contro al miliardo richiesto nel 2012 , dunque la possibilità che si apra un contenzioso generalizzato diventano sempre più reali.
Nei tribunali , al momento, si tratta solo in merito ai tagli alle Province del 2012, i quali sono realizzati con il parametro “automatico” che calcola l’entità della decurtazione attribuita a ciascun ente sulla base delle spese di funzionamento (“consumi intermedi”) registrate nel 2011 dall’Economia mediante il sistema Siope.
Il metodo, osservato dall ‘articolo 16 del Dl 95/2012, è stato al centro di una forte contestazione da parte degli amministratori locali , dal momento che oltre alle spese di funzionamento include, di fatto, anche voci per servizi (trasporto e rifiuti ad esempio) e fondandosi sui flussi di cassa premia quegli enti che fanno meno pagamenti, indipendentemente dai costi reali scritti a bilancio. I Comuni , l’anno passato, per questi motivi avevano trovato insieme al Governo un metodo di distribuzione dei sacrifici più “raffinato” , e fondato anche sulle metodologie usate per calcolare i fabbisogni medi inseriti dal federalismo per selezionare il “prezzo giusto” di ciascuna attività dell’amministrazione.
Per il 2013 , tuttavia, l’accordo è saltato, e la tagliola automatica partirà anche per i Comuni. A giustificare la sospensiva per le Province di Caserata e Napoli c’è proprio il fatto che in Campania le Province hanno avuto una competenza in più sui rifiuti , e quindi i “consumi intermedi” riscontrati dall’Economia comprendevano anche i costi di gestione del servizio che nella pratica sono incassati dai cittadini e girati alle società.
Se il giudizio di merito darà conferma della “ragionevole previsione” ipotizzata dal Tar stesso, sarà necessario comprendere la ragione che salverà le Province campane; se a spiegare il blocco sarà la diversità di valori che le altre Province , che non gestiscono i rifiuti , la problematica potrebbe essere circoscritta, qualora invece venga contestata nella sua totalità la qualificazione di “consumi intermedi ” per le spese nell’igiene ambientale l’effetto a cascata potrebbe essere clamoroso, in quanto la medesima situazione si riproduce in tutti i Comuni .
Rimane un dato paradossale; l’entità totale dei tagli è stabilita dalla legge , quindi lo “sconto” garantito ad un ente si dovrà convertire in un incremento dei tagli sulle amministrazioni che non beneficeranno del paracadute rappresentato dal Tar .
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