Il titolo: Se non voti, ti fai del male! . Un brano lungo sei minuti che risponde al manifesto obiettivo di calcare sul dovere e sull’ obbligatorietà del voto (“ se non voti non cambia niente ”). Tra le righe, la finalità poco più celata sembra invece quella di orientare la rotta dell’elettorato italiano verso il movimento di Beppe Grillo . Il riferimento canoro all’ “ onda nuova che è partita dal niente e come una valanga sta avanzando, come un ciclone, per abbattere il marcio della nazione ” pare, infatti, un chiaro endorsement al Movimento Cinque Stelle .
La canzone, presentando una situazione nazionale disastrata che necessita di radicali ricostruzioni , sembra avvicinarsi anche nella prosa alla durezza esplicativa, da sempre, nota distintiva propria della comunicazione “grillina” . A dimostrazione, proprio ieri, lo stesso Grillo in uno dei suoi post, urla agli avversari “ Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano “.
“ Se non voti, ti fai del male! ” parte con una sprezzante disamina sulle recenti problematiche italiane , a partire dal femminicidio (“Governi che abbandonano le donne. Sono più di cento in un anno le donne che vengono assassinate da mariti e padri, pazzi di gelosia, senza un filo di dignità”), e passando per le critiche al federalismo ed alla cementificazione (“ l’Italia ormai è ridotta una lastra di cemento come una coltre funebre, sulle quali si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione ”).
La citazione prosegue con i riferimenti al Molise, massacrato da “fantasmi eolici” , e a Venezia , sciupata da “ mostri, orribili navi che sembrano palazzi e che devastano la laguna ”. Non manca nemmeno il nesso-Chiesa , mediante un enigmatico richiamo ai recenti risvolti dimissionari di Benedetto XVI : “ Non si può dire che i tempi non siano confusi e mentre il pastore, per salvare il suo gregge, scuote la terra degli scandali, riemergono purtroppo parole pericolose come condono tombale. E da qui si capisce che i politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi ”.
L’epilogo, leggermente apocalittico, che si prospetta è dunque quello di “ cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell‘Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi, piena di errori, ma soprattutto piena di inganni ». Secondo Celentano l’unico modo per superare con successo la crisi è quello di avviare la concreta riedificazione delle fondamenta politico-sociali del Paese , impiantandone di nuove e più giuste, magari grilline.
L’ impatto che il brano, fino ad ora, sembra suscitare sull’opinione pubblica non è così eclatante . Il lancio, però è ancora fresco; bisognerà aspettare se sarà o meno confermata la presenza del Molleggiato nell’ultima tappa dello Tsunami Tour del Movimento Cinque Stelle , il 22 febbraio , sul palco di Piazza San Giovanni a Roma per la chiusura della campagna elettorale di Grillo .
Se non voti ti fai del male Se non voti ti fai del male
Eh mi vuoi dire per quale partito io dovrei votare
Se non voti ti fai del male
Loro promettono solo bugie
E ormai la politica è come lo sport facciamo il tifo per chi ci tradisce
Non più male di quei governi che abbandonano le donne Sono più di cento in un anno le donne che muoiono assassinate
Da quei mariti e padri pazzi di gelosia
Merde senza un filo di dignità
E poi c’è anche il Molise che stanno uccidendo Bombardato come un gruviera
Da quei fantasmi eolici che muovono il vento
E se ne va un altro pezzo d’Italia È la fine dei paesaggi
Ma pare che ancora non basterà Per distruggerlo del tutto Il tanto ambito federalismo Altre eliche sulle pale farà girar
Certo non si può dire che i tempi non siano confusi e mentre il pastore per salvare il suo gregge scuote la terra degli scandali riemergono purtroppo parole pericolose, parole come… condono tombale .
E da qui si intuisce chiaramente che i politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi. Eppure ci camminano sopra. L’Italia è ormai ridotta ad una lastra di cemento, pari ad una coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione.
E quindi cosa facciamo?
Non c’è altro mezzo per risolvere la crisi, dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell’Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente… da capo.
Se non voti non cambia niente Se non voti ritornano ancora
Più male di così ci stanno rubando il mondo
Però si dice in giro che fra i partiti c’è C’è un’onda nuova che è partita dal niente E come una valanga Sta avanzando come un ciclone Per abbattere il marcio della nazione
Eee fino a quando il Comune di Venezia Non fermerà quei mostri Che galleggiano giganteschi Orribili navi che sembrano palazzi Che devastano la laguna
Ma i politici non si accorgono Che quando la bellezza morirà Loro saranno i primi a sprofondare
Sono nata l’11 febbraio 1988 a Cesena, città nella quale oggi vivo. Dopo la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna nel 2010, con una tesi sperimentale sul giornalismo d’inchiesta, ho conseguito la specializzazione i… Continua a leggere
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