Tfr in busta paga: da oggi è realtà. Ma attenti alle tasse

Tfr in busta paga: da oggi è realtà. Ma attenti alle tasse

Si tratta di una misura introdotta con la recente legge di stabilità 2015, che fa il paio con la misura degli 80 euro varata quasi un anno fa, per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, senza richiedere eccessivi esborsi alle casse statali. In questo caso, infatti, si tratta di denaro che i lavoratori metterebbero da parte con il Trattamento di Fine Rapporto e che, invece, decidono, in parte, di convogliare sulle mensilità per renderle più robuste.

Si tratta, è bene ricordarlo, di una scelta del tutto facoltativa , che spetta al singolo lavoratore, che si deve esprimere favorevolmente per ottenere il Tfr nella propria busta paga di marzo 2015.

Va dunque tenuto presente che il Tfr è il 6,9% della retribuzione lorda che viene messa da parte dai lavoratori per dare corpo alla liquidazione, che otterranno nel momento in cui interromperanno il rapporto di lavoro con l’azienda oppure andranno in pensione; in alternativa, è possibile destinarlo alla costituzione di una pensione integrativa da aggiungere a quella Inps. A questo, si aggiunge una cifra pari allo 0,5% che finirà in un fondo di garanzia costituito dall’Inps per fare da paracadute, in caso di fallimento, per tutti i lavoratori assunti.

Aspetto controverso dell’operazione Tfr in busta paga è quello relativo alla tassazione a cui è sottoposta la quota di Tfr che si sceglie di anticipare in busta, oppure di mantenere in liquidazione o, ancora, da accantonare come fondo pensionistico integrativo.

I regimi fiscali del Tfr

Tfr come liquidazione: nel momento in cui questo viene riscattato si applica la tassazione in base all’aliquota media attivata nell’ultimo quinquennio sugli stipendi del lavoratore.

Tfr come pensione integrativa: in questo caso, la tassazione passa dal 15% fino al 9% della rendita, in misura direttamente proporzionale al piano stabilito.

Tfr in busta paga: in questo caso, infine, ill Trattamento di fine rapporto sarà soggetto all’Irpef ordinaria sulle buste paga, che, dunque, sarà più elevata di quanto avvenga nelle altre due condizioni di sfruttamento.

C’è, come ultimo aspetto, da tenere presente poi il tema della rivalutazione delle quote , le quali vengono aggiornate pari all’1,5% annuo più i tre quarti del tasso inflazionistico, per chi abbia deciso di mantenere il Tfr come liquidazione, In alternativa, se la via prescelta è quella del fondo pensionistico, dipende dal tasso di rendimento applicato dal regime inserito nel fondo.

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