Voucher lavoro: quali novità per il 2017?

Voucher lavoro: quali novità per il 2017?

I voucher per il pagamento del lavoro occasionale hanno fatto tanto discutere negli ultimi mesi, ma rimangono per ora ancora in vigore nel 2017 . Questo nonostante la Corte Costituzionale abbia ammesso l’11 gennaio il referendum per la loro abolizione , e sebbene il Governo sia al lavoro per limitarne gli importi massimi .

Il problema dell’ abuso dei voucher , in particolare a seguito dell’estensione dei buoni a tutti i settori produttivi, è stato segnalato più volte nel corso del 2016, quando migliaia di lavoratori di fatto dipendenti sono stati retribuiti illegalmente in questo modo.

Ma vediamo come vanno usati i voucher nel 2017 e quali sono le novità previste .

I voucher, come accennato, per ora restano utilizzabili dai datori di lavoro, seppur nei limiti disposti dalla legge e non per “mascherare” un lavoro dipendente.

La Cgil, tuttavia, e buona parte dei lavoratori, preme per la loro abolizione. Una prospettiva che in queste settimane non appare così lontana: l’11 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha ritenuto infatti legittimo il quesito referendario sull’abolizione proprio sulla base del fatto che la normativa non è abbastanza esplicita sul fatto che i buoni debbano essere usati solo per lavori occasionali.

Il voucher, secondo la Consulta, deve essere limitato “a particolari categorie di prestatori” e “a specifiche attività accessorie “. Come molti lavoratori sanno fin troppo bene, il loro utilizzo pratico non ha affatto rispettato questi principi.

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Il referendum per l’abrogazione, allora, si farà? Possibile, ma per ora il Governo non decide sulla data e tenta piuttosto di presentare proposte per la modifica dei voucher.

La più interessante riguarda il considerevole abbassamento degli importi massimi annuali che è possibile pagare con i buoni. La cifra massima che è possibile ricevere oggi tramite voucher è di 7.000 euro netti totali e di 2.000 euro netti per singolo committente: al di sopra di queste soglie, il lavoro non è più considerato accessorio e occasionale. Ebbene, le proposte di modifica vorrebbero abbassare questo limite fino a 3.000 euro annui.

Ricordiamo che il recente decreto correttivo del Jobs Act, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso ottobre, ha rafforzato la tracciabilità dei voucher . Il committente, infatti, deve ora comunicare alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro i dati anagrafici del lavoratore e la durata della prestazione. In particolare:

Ma cosa si intende, esattamente, per “lavoro occasionale”?

È lavoro accessorio e occasionale, ed è quindi pagabile con i voucher, solo quel tipo di prestazione fornita in maniera saltuaria e discontinua e quindi non riconducibile a un contratto di lavoro tradizionale. Il lavoratore non deve essere assunto dal committente, né lavorare esclusivamente per lui; inoltre, come accennato, il compenso netto annuo per singolo committente non può superare i 2.000 euro .

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