La forte limitazione all’uso dei voucher proposta da Poletti potrebbe porre fine definitivamente al referendum per l’abolizione dei buoni . Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le principali novità.
La proposta allo studio del Governo , e annunciata da Poletti , cambierebbe completamente l’utilizzo dei voucher. Nelle parole del Ministro, i voucher dovranno essere usati “dalle famiglie per i piccoli lavori” e non dalle imprese, che invece “hanno i contratti”. E non dovrebbero quindi ricorrere ai buoni.
Nella pratica, questo vuol dire che secondo le modifiche allo studio del Governo i voucher dovranno essere utilizzati a partire da quest’anno per pagare colf, badanti e altri professionisti che svolgono piccoli lavori in casa . Aziende e imprese, invece, che soprattutto nel corso del 2016 hanno in gran parte abusato dei buoni per retribuire quelle che di fatto erano prestazioni da lavoro dipendente, non li potranno più usare.
Si tornerebbe di fatto, dunque, alle caratteristiche originarie dei voucher lavoro , che sono stati introdotti nel 2003 solo per regolarizzare quelle attività lavorative del tutto occasionali e marginali.
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Sono già allo studio, però, due eccezioni.
La prima riguarda le imprese agricole , che potrebbero utilizzare i voucher anche in futuro ma solo per pagare studenti universitari e pensionati per le attività di tipo stagionale. Un caso quindi, per l’appunto, marginale. La seconda, ancora in via di definizione, riguarderebbe invece le aziende senza dipendenti, e quindi in pratica gli artigiani, a cui sarebbe similmente permesso di continuare a usare i voucher per la retribuzione .
In ogni caso, le proposte di modifica di Poletti saranno presentate ufficialmente il 9 marzo, giorno di incontro con i Sindacati .
Le proposte del Governo , come accennato, rispondono alla pioggia di critiche da parte di lavoratori e Sindacati e mirano a evitare il referendum per l’abolizione dei buoni.
L’ 11 gennaio scorso, ricordiamo, la Corte Costituzionale ha ritenuto infatti legittimo il quesito referendario sull’ abolizione dei voucher , sostenuto in particolare dalla Cgil. La Consulta ha stabilito che l’uso dei buoni deve essere limitato “a particolari categorie di prestatori” e “a specifiche attività accessorie”.
Se le modifiche suggerite da Poletti dovessero trovare effettiva attuazione, il referendum stenterebbe a raggiungere il quorum e quindi i voucher – nella loro nuova forma limitata – resterebbero in vigore. La Cgil per ora sembra gradire la proposta. Per l’ufficialità si dovrà aspettare il 9 marzo .
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