Riforma giustizia 2014, ecco perché arriverà zoppa in Cdm

Riforma giustizia 2014, ecco perché arriverà zoppa in Cdm

C’era da attendersi che la riforma della giustizia avrebbe suscitato polemiche e qualche divergenza, ma che, ancora prima della presentazione in Cdm le spaccature all’interno della stessa maggioranza e verso le opposizioni sarebbero state così profonde , lascia intendere quanto, nonostante gli scossoni al quadro politico degli ultimi anni, il nervo giustizia sia ancora ben scoperto un po’ per tutti i partiti presenti in Parlamento.

Anche il MoVimento 5 Stelle ha deciso di non essere da meno, negando qualsiasi margine di trattativa alla maggioranza e accusandola di aver scritto la riforma con un pregiudicato , riferendosi, ovviamente, all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Sul fronte del Cavaliere, comunque, le posizioni paiono tutt’altro che concilianti verso il pacchetto Orlando, con Renato Brunetta che esita a voltare le spalle a Renzi, additando la riforma in dirittura d’arrivo come un provvedimento “scritto con l’Associazione nazionale magistrati”.

Pesanti riserve sul testo sono state espresse anche da Nuovo centrodestra , il quale, pur essendosi sfilato dalla destra berlusconiana, dimostra ancora parecchie riserve sul tema più caro all’ex premier, quello della giustizia e dei tribunali.

I punti della riforma

Ma cosa sarebbe a mandare su tutte le furie i vari organi politici? Evidentemente, ogni partito avrà notato nelle prime bozze in circolazione qualche aspetto tutt’altro che gradito e, pur di evitare concessioni agli altri fronti, sta prendendo forma un ostruzionismo trasversale e incrociato che potrebbe avere come unico sbocco quello di mantenere lo status quo. Il quale, però, almeno a parole, non soddisfa nessuno.

Qui l’anticipazione di ieri

Come abbiamo anticipato ieri, sul tavolo sembra tornata la prescrizione , che dovrebbe rimanere in vigore solo per le sentenze di primo grado, un cambio di registro netto rispetto agli ultimi anni, in cui molti procedimenti sono stati costellati della rincorsa alla scadenza dei termini fino al pronunciamento della Cassazione. Un provvedimento che, ça va sans dire, ha riscosso ben pochi consensi nell’orbita di Forza Italia e dei suoi alleati.

Diversamente, il tema della responsabilità civile dei magistrati – che dovrebbe essere indiretta, con la possibilità di rivalersi fino al 50% dello stipendio della toga – e l’annunciata stretta alla pubblicazione sui quotidiani delle intercettazioni, sarebbero più invisi alle frange legalitarie delle Camere, in primis MoVimento 5 Stelle e Sel.

Nelle prossime ore, sono in programma altri incontri, che definiranno la strategia dell’esecutivo per l’avvio di questo ennesimo, faticosissimo iter di legge. Con la certezza che il pacchetto verrà necessariamente smembrato, garantendo la precedenza ai punti più urgenti – come l a riduzione dell’arretrato in appello civile – e lasciando in disparte, per un rinvio figlio dei veti incrociati, alcuni dei temi più spinosi.

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Sono giornalista professionista. Laureato in Sociologia e Mass-media e politica, in passato ho lavorato, prima, al Tg3 con Giovanna Botteri presso la vecchia sede di Rai Corporation a New York, e poi alla comunicazione corporate di Sky Italia. Già collaboratore per il Corriere R… Continua a leggere

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