Ma andiamo con ordine. All’inizio del 2014, la maggioranza ha presentato il decreto Milleproroghe , al cui interno figurava anche il nuovo Sistri , il sistema di tracciamento dei rifiuti in formato digitale ed elettronico, che dovrebbe sostituire in tutto e per tutto quello di archiviazione cartacea con bolla e documentazione , abitualmente utilizzato sia dai produttori che dai trasportatori di rifiuti urbani o speciali oltre certe soglie in cui si rende necessario l’accertamento.
Il decreto, però, divenuto legge, prevede che solo dal 2015 il Sistri sia destinato a diventare l’unica modalità di tracciamento degli scarti , specialmente realizzati dalle aziende o dei cosiddetti Raee, i rifiuti con componenti elettronici che costituiscono una seria minaccia per l’ambiente. Così, con termine a fine anno, si è mantenuto in vita il doppio binario del Sistri e della dichiarazione tradizionale : da una parte, cioè, si è cercato di portare i soggetti coinvolti allo svolgimento delle registrazioni in direzione del nuovo meccanismo di memorizzazione nel database statale, e, dall’altra, si è voluto evitare passaggi traumatici.
Scongiurato il salto brusco dal cartaceo al digitale, l’adattamento è poi stato favorito tramite il rinvio, inserito sempre nel Milleproroghe, del regime sanzionatorio per coloro che non abbiano effettuato le dichiarazioni tramite il nuovo Sistri: fino al prossimo gennaio, nessun rimedio disciplinare potrà essere contestato a chi non si sia aggiornato al nuovo meccanismo.
Così, essendo rimasto in vigore anche il vecchio regime di tracciamento dei rifiuti, è rimasta in calendario anche la scadenza del 30 aprile prossimo, cioè mercoledì , data entro cui alcune tipologie di operatori sarebbero stati chiamati a inviare le comunicazioni secondo le disposizioni di legge. VAI A QUESTO ARTICOLO PER SCOPRIRE CHI E’ OBBLIGATO A INVIARE IL MUD 2014
Ora, però, con un nuovo provvedimento d’urgenza firmato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti , l’altro appuntamento del 30 aprile, cioè, il pagamento del contributo annuale, slitta al 30 giugno . In aggiunta, imprese al di sotto dei 10 dipendenti che producano rifiuti da scavo o demolizione, vengono risparmiati dagli effetti del nuovo programma. VAI AL TESTO DEL DECRETO
In sostanza, dopo il nuovo decreto, a rimanere obbligati agli adempimenti del Sistri sono i produttori iniziali di rifiuti pericolosi da attività agricole o industriali, da scavo oltre i 10 dipendenti, da attività commerciali, sanitarie, da pesca, da stoccaggio o trasporto . Per chi non intenda adeguarsi al nuovo regime, ovviamente, rimangono vigenti le disposizioni anteriori, i registri cartacei di carico, scarico e smaltimento, senza il pericolo di incorrere in multe o ritorsioni , dato lo slittamento delle sanzioni.
Da sottolineare il passaggio del decreto che prevede come le soste o i trasbordi di rifiuti all’interno di porti, scali ferroviari, e similari, vadano assimilati al deposito preliminare, purché non vadano oltre i 30 giorni di “parcheggio” : in tal caso, non serve autorizzazione, poiché si tratterebbe di una sistemazione non definitiva.
Vai al testo del nuovo decreto
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Sono giornalista professionista. Laureato in Sociologia e Mass-media e politica, in passato ho lavorato, prima, al Tg3 con Giovanna Botteri presso la vecchia sede di Rai Corporation a New York, e poi alla comunicazione corporate di Sky Italia. Già collaboratore per il Corriere R… Continua a leggere
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